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Smart Grid

di Maurizio Melis

Con la diffusione della generazione distribuita, e in particolare di fotovoltaico ed eolico, serve una rete elettrica molto diversa dalla rete attuale.

In un sistema elettrico basato su combustibili fossili è possibile decidere quando produrre energia elettrica, e accendere e spegnere le centrali inseguendo la domanda. In questo contesto, che è poi il contesto tradizionale, la rete elettrica funziona come una rete idrica, con grandi bacini di acqua dolce che viene distribuita, unidirezionalmente, a tutti gli utenti.

Al contrario, sole e vento sono fonti distribuite su tutto il territorio, discontinue e non programmabili. Perciò la futura rete elettrica dovrà essere più simile alla rete Internet, che permette di trasmettere pacchetti di dati da un qualunque punto della rete a un qualunque altro punto; e dove al posto dei big data e dei cloud avremo milioni di piccoli impianti fotovoltaici, nuvole di batterie elettriche intereconnesse e di celle elettrolitiche accoppiate a fuel cell, sistemi di conversione, generatori e gruppi di continuità di ogni tipo.

Si calcola che per ogni euro speso in fonti rinnovabili, se ne dovrà spendere circa uno e mezzo per assicurare le infrastrutture di rete necessarie a distribuire l’energia elettrica e a immagazzinarla quando viene prodotta in eccesso.

Quasi tutte le operazioni necessarie a trasformare, convertire, trasmettere e accumulare l’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili prevede almeno un contributo, se non un ruolo da protagonista, per l’elettronica di potenza.

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